Perché una collana sulla Compliance?

Essere conformi alle leggi che rendono equo il mercato non significa solamente fare una cosa giusta.

“Essere compliance”, locuzione caratterizzata da un termine anglosassone di uso ormai comune, non vuol dire solo rispettare la norme, dotarsi di certificazioni, adottare i migliori strumenti possibili per una gestione virtuosa dell’azienda.

Tutelare la sicurezza dei lavoratori e l’ambiente, garantire la trasparente gestione dei flussi finanziari e contabili, utilizzare la rete informatica in modo corretto, applicare sistemi gestionali che garantiscono qualità, assumere sino in fondo i doveri di un’impresa socialmente responsabile, rapportarsi adeguatamente con la Pubblica Amministrazione, significa soprattutto far funzionare meglio l’azienda.

L’autentica portata della compliance è questa: permette all’impresa di essere sempre più efficiente ed efficace.

Per questi motivi, quando ci è stato chiesto di curare una nuova collana di E-Book sulla compliance aziendale, abbiamo accettato con grande favore: proprio perché la nostra esperienza professionale, sempre più vicina alla vita delle aziende, ci rivela come questa sia migliorata grazie ad un insieme di strumenti, spesso solo facoltativi, che ne migliorano la gestione.

La compliance non deve essere vista, e ancor meno vissuta, come un inutile appesantimento delle regole aziendali. Si tratta, al contrario, di una sorprendente “cassetta degli attrezzi” dalla quale estrarre le migliori procedure per organizzare l’azienda tutelando beni costituzionalmente rilevanti e per farla funzionare in modo adeguato alle esigenze di un mercato competitivo.

Ne deriva l’esigenza, tanto per l’imprenditore che la deve assumere quanto per noi che dobbiamo spiegarla, di non perdersi nei meandri di definizioni eccessivamente tecniche o giuridicamente accademiche che svilirebbero la vera portata della compliance.

La collana ha pertanto l’obiettivo preciso, ed essenziale, di trattare gli strumenti della compliance quali parti essenziali della vita quotidiana di un’azienda.

Un’impresa virtuosa, che voglia essere “conforme” rispetto a parametri legislativi, e socialmente responsabile, deve assumere la compliance per farne un vero e proprio strumento gestionale.

Ne è una cifra la portata del D.Lgs.231/2001, laddove prevede che lo strumento da adottare per non incorrere in responsabilità da reato delle aziende sia un Modello Organizzativo e Gestionale, ovverosia un sistema di prevenzione che si qualifica per gli aspetti organizzativi e gestionali.

Così partendo da un obiettivo normalmente lontano dalla vita quotidiana dell’impresa – la prevenzione di un reato- si arriva ad adottare uno strumento che, lungi dal riguardare unicamente la prevenzione penale, incide in modo significativo sulla organizzazione aziendale per migliorarne, col tempo, la gestione.

Ecco, allora, che i costi dell’essere compliance, dell’essere conformi a leggi e certificazioni che attestano la qualità dell’impresa, non sono un di più rispetto a quelli inevitabili per la gestione quotidiana dell’azienda.

Di tutto ciò, di quello che si deve fare per essere virtuosi, di cosa si deve strutturare per tutelare beni costituzionalmente rilevanti, quali la sicurezza dei lavoratori e la tutela del mercato, e di quanto si deve spendere per farlo, di come certi strumenti migliorano la gestione aziendale, abbiamo deciso di parlarne in una collana di E-Book che trattino di questioni concrete e casi reali.

A partire da esempi e reali pratiche aziendali, anche grazie a testimonianze tratte da diverse realtà imprenditoriali, faremo luce sulla possibilità di una gestione efficace ed efficiente dell’impresa grazie a strumenti, molte volte facoltativi, che possono sembrare superflui o lontani, ma che poi si rivelano essenziali e molto vicini alle esigenze degli imprenditori.

È questa la compliance.

Francesco Arecco

Giovanni Catellani

 

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